Come ormai noto il nostro portale di informazione è nato nell’estate del 2015, ricorrono infatti i dieci anni proprio in queste settimane, pertanto ciò che è accaduto in precedenza non abbiamo avuto modo di raccontarlo. In verità qualcosa ci è sfuggito anche negli anni successivi, come ad esempio per il mondo dell’editoria, per cui non esisteva un vero e proprio spazio pensato invece nel 2023 quando è iniziata l’opera di ristrutturazione di tutto il nostro portale; dal giugno 2024, invece, binariedintorni.it ha cercato di raccontare con minuziosità e puntualità anche fatti riguardanti il mondo dell’editoria ferroviaria. Da qualche settimana abbiamo deciso anche di andare a recuperare il “terreno” perduto in passato, evidenziando opere che riteniamo giusto recensire.
In questo appuntamento il pensiero, e lo sguardo, è rivolto a tre opere pubblicate più o meno nel recente passato dalla casa editrice Libri Sandit; tre volumi molto interessanti, ben curati dal fiorentino Luca Vanni.
Nel 2011 il primo dei tre volumi, di ben 322 pagine, si occupava del materiale di trazione elettrica in Italia dalla sua nascita fino, appunto, all’anno di pubblicazione. Un libro rivolto sia a chi ha già conoscenze in materia di trazione elettrica ferroviaria, che ai neofiti che, pur avendo già proprie basi in materia di meccanica, elettrotecnica ed elettronica, desiderano approfondire tali discipline applicate al trasporto ferroviario. In questo volume l’autore ha preso in considerazione tutte le locomotive in corrente continua, sia per il traino di convogli in linea che per le manovre, dal 1927 al 2010. Contenuti: classificazione locomotive elettriche, rodiggio, tipo di trasmissione del moto, comando navetta analogico a 78 poli, brevi note attorno all’eccitazione composta e alla frenatura elettrica, cronologica locomotive elettriche, con approfondimenti per tutti i tipi di locomotive seguenti: E.625/E.626 – E.400 – E.326 – E.428 – E.636 – E.424/E.434 – E.646/E.645 – E.444/E.447/E.444R – E.656/E.655 – E.633/E.632/E.652 – E.453/E.454 – E.402/E.403 – E.404/E.414 – E.412/E.405 – 4.464 – E.491/E.492; quindi il capitolo dedicato alle locomotive elettriche per la manovra.
Nel 2015, invece, con seconda edizione uscita nel 2021, sono stati presi in esame tutti gli automotori per la manovra leggera dall’origine fino agli anni ottanta, quando vennero prodotte le ultime unità del Gruppo 213 serie da 4001 a 4003. Inoltre, nella seconda parte del libro, sono state analizzate tutte le locomotive per la manovra medio/leggera, anche in questo caso dalle origini, quindi dall’immediato dopoguerra, fino all’inizio degli anni novanta, quando vennero consegnate le ultime unità del Gruppo 255, una evoluzione del numeroso Gruppo 245 Unificato e massimo sviluppo in Italia del rodiggio C. Un grandissimo lavoro di ben 352 pagine.
Infine l’ultima opera in ordine temporale. Nel 2020, infatti, Luca Vanni è riuscito a chiudere il cerchio sul materiale di trazione termico grazie all’uscita di un secondo volume riservato alle locomotive per la manovra pesante: dalle Ne 120, di origine americana, che diventeranno D. 143, fino alle moderne unità con trasmissione idraulica D. 146, con la sua variante, in un unico esemplare, D. 147, senza trascurare le unità con trasmissione elettrica InLoc D. 145. Inoltre sono trattate le numerose locomotive Diesel da treno: dalle D. 341 alle D. 445 navetta, ultime arrivate nel parco FS, senza dimenticare le due “locomotive da guerra”, che di guerra sul campo ne hanno vista ben poca, 356 e 372. Volume corposo di 348 pagine.
Insomma tre volumi di oltre mille pagine complessivi di assoluto spessore tecnico e storico.






