L’APPROFONDIMENTO | Livree che passione: quando castano, castano/isabella e “Treno Azzurro” diventano un caso… vicino alla realtà

Quando escono nuovi modelli uno degli argomenti su cui si accendono inevitabilmente le discussioni è senza ombra di dubbio quello relativo alle livrea del rotabile. Se per alcune livree non ci sono dubbi nella corretta applicazione, per alcune il dibattito appare spesso scontato.

Le livree più “colpite” senza ombra di dubbio sono il castano/isabella, il castano e la livrea del “Treno Azzurro”. Tutti hanno ragione, o forse nessuno. 

Ma andiamo con ordine. Il 22 Aprile del 1905 nascono a Roma le Ferrovie dello Stato, e la maggior parte delle reti ferroviarie che servono il territorio nazionale vi confluiscono. In questo articolo vogliamo soffermarci sugli schemi di colorazione e sulle livree dei rotabili dedicati al trasporto di passeggeri e postali/collettame.

Nella scelta della prima livrea si opta per il “verde vagone” (colore ufficiale FS o commerciale 006/155), tetto o imperiale in grigio, telaio, rodiggio, accessori e respingenti in nero: è lo schema di colorazione che era stato adottato dalla Rete Mediterranea (riconosciuta come R.M.), ed è la prima livrea ufficiale adottata pertanto dalle Ferrovie dello Stato. 

Questa livrea resta in essere fino al 1935 quando, in piena epoca fascista, si decide di passare al castano/isabella: castano per la parte inferiore della cassa, isabella per la striscia comprendente i finestrini, imperiale in alluminio e carrelli in castano.

Ed è qui che iniziano, si fa per dire, i problemi di livrea. Quale è la giusta colorazione di castano ed isabella? Secondo gli schemi ufficiali il codice del color “castano” è 006/116, mentre il codice del marrone “isabella” è il seguente 006/130.

 

Foto 1 – La E.645 002 Rivarossi di recente produzione accostata al Postale-Bagagliaio, Tipo 1949 in consegna in questi giorni, sempre di Rivarossi

 

Osservando la foto che pubblichiamo qua sopra isabella e castano sul postale e isabella e castano sul locomotore non sono propriamente identici. Dove sta l’errore? Tutto sbagliato? Forse no, anzi, è probabilmente un maggior realismo. Proviamo a spiegare pubblicando la foto seguente.

Prima ricordiamo che dal 1956 viene deciso di abolire il castano/isabella per adottare la livrea in tutto castano. Per un periodo che va dal 1956 al 1964 è possibile veder circolare in contemporanea rotabili in castano/isabella ed in tutto castano. Questo perché l’eliminazione del colore marrone isabella avviene progressivamente, coinvolgendo prima le nuove carrozze e solo dal 1963 le carrozze dei tipi precedenti quali Tipo 1921, 1933, 1937, centoporte e “Corbellini”.

 

Foto 2 – Carrozza del color tutto Castano e carrozza con livrea Castano e Isabella

 

Ed ecco una foto, fonte Fiat, che immortala due carrozze Tipo 1946: una in castano e l’altra ancora in castano/isabella. Il periodo dello scatto è pertanto riconducibile a quel periodo in cui veniva mano mano abolito l’isabella. Se osserviamo il color castano delle due vetture notiamo che non sono propriamente congrui. Perché? I fattori possono essere svariati: si va dagli agenti atmosferici che vanno ad agire negativamente sulla cassa, ma anche ad altri fattori non da meno. Detto che il codice del castano è 006/116, siamo sicuri che questo codice sia perfettamente stato rispettato in tutte le sedi in cui si agiva con i pennelli e le tinte? In fondo negli anni cinquanta e sessanta, pur l’ingegno sia stato ineccepibile, non poteva esistere una tecnologia in grado di non creare delle piccole variazioni nelle varie tonalità.

Infatti, qui di seguito, vi proponiamo una panoramica della stazione di Messina Marittima in cui si notano in maniera indiscutibile le diverse tonalità delle vetture in questione: Castano e Castano/Isabella, a confronto, ma anche una miscellanea davvero incredibile di colori, tanto che ci spingono a pensare che se i vari produttori di case modellistiche variano un po’ (senza esagerare eh…) con le tonalità ci danno una mano con il realismo.

 

Messina fine anni cinquanta: castano e castano isabella a volontà, ma anche con una varietà di tonalità incredibile.

 

La foto che abbiamo pubblicato qui sopra è clamorosamente rivelatrice di quanto una piccola differenza tra le varie tonalità aiuti in maniera incredibile con il realismo. Un esempio per parte. Cominciamo con il Castano/Isabella. Prendete le due carrozze coinvolte dai fumi della macchina in manovra: quella a sinistra presenta un marrone isabella decisamente più “sbiadito” rispetto all’altra vettura a cui è agganciata.

Appena sopra l’esempio è addirittura un “tris” di castano, e nessuno di queste tre vetture sembra presentare la stessa tonalità. Quella all’estrema destra sembra vada su una tonalità tendente al rosso, e così le altre due sono diverse tra loro.

La prima vettura a sinistra ci da l’opportunità di argomentare su altri aspetti. Sul finire degli anni cinquanta il ricasco dell’imperiale divenne di color alluminio come il resto del tetto (visibile nella foto 2), mentre dal 1958 iniziarono a comparire le fasce in giallo segnale in prossimità dei compartimenti di prima classe: proprio come per la vettura immortalata in questa foto. Ecco che dunque questo particolare colloca la foto dal 1958 in poi.

Ma la nostra curiosità ci spinge oltre: abbiamo argomentato delle due livree che creano dibattito, il castano ed il castano isabella.

Passiamo ad un’altra particolare livrea protagonista tra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta. 

 

Foto emblematica sulle diverse tonalità del Treno Azzurro: notare la seconda e la terza vettura e poi la quarta e la quinta.

 

La livrea del “TRENO AZZURRO” – Dalla fine del 1956 alcune vetture di Tipo 1946, e poi successivamente altre del Tipo 1957 e poi Tipo 1959, vennero dipinte in “Blu”, per la parte bassa della cassa e le porte di accesso, e “Azzurro Chiaro” per la zona dei finestrini ed alle estremità delle casse, con l’imperiale in tutto alluminio, con carrelli e sottocassa in castano. Queste vetture erano destinate ai rapidi R30 ed R33 “Treno Azzurro” che collegavano Milano con Napoli, passando per Bologna, Firenze e Roma.

I colori di queste vetture non furono mai codificati dalle Ferrovie dello Stato: del blu si sa che il colore era il pantone 653C oppure 654C, mentre l’azzurro chiaro il pantone 551C. Eppure in questi ultimi anni Acme e Rivarossi, tanto per fare due nomi illustri, ogni volta che hanno consegnato i loro modelli hanno suscitato discussioni soprattutto sul tema delle livree.

Chi ha scelto i colori giusti? Nessuno dei due? Una sì e l’altra no? Entrambi? Insomma come per il Castano/Isabella ed il Castano, nessuno ha ragione e tutti hanno ragione, e forse ancora una volta vince il realismo. Perché? Perché infondo andare incontro al realismo può significare riuscire a rendere realistico anche l’imperfetto che, in effetti, nella vita reale c’è; eccome se c’è, ed è anche il bello, il bello della varietà, del tutto uguale e del niente è uguale.

 

Il treno azzurro attraversa un Passaggio a livello: niente è uguale. Azzurro Chiaro e Blu: quattro tonalità diverse.

Qualche giorno fa anche l’appassionato di modellismo ferroviario Riccardo Alberoni, ha argomentato sui social a proposito di questo quesito. Il dibattito era nato non appena sono iniziate le prime consegne delle nuove vetture del Treno Azzurro realizzate da Rivarossi. Una carrozza di Rivarossi messa a fianco ad un’altra di Acme ha presentato apparentemente una tonalità diversa. Tutto sbagliato?

E proprio mentre il nostro pensiero sembrava corrotto all’affermazione ecco spuntare un fermo immagine (proposto sopra, ndr) eloquente. Nulla di tutto ciò. E’ realismo perfetto. Ecco infatti che una carrozza presenta un azzurro chiaro ed un blu leggermente più spento, mentre quella immediatamente successiva presenta un azzurro chiaro ed un blu scuro con toni più accesi. La foto non è perfetta, il treno è in velocità, e si tratta di un fermoimmagine di un pregevole video di annata.

Un grande contributo che testimonia ancora una volta quanto i dibattiti siano necessari per poter creare i presupposti per fare chiarezza. Sarà colpa dei pantoni non codificati, degli agenti atmosferici, o di qualche addetto ai lavori distratto? Sarà tutto o anche solo uno di questi casi, ma il risultato è che se in vetrina, sul diorama o nel plastico, vedrete qualche modello con qualche diversità di colore forse sarete semplicemente ancora più vicini al realismo.  

 

Ah, giusto un’ultima considerazione per chiudere l’approfondimento di questo tema. Nel 1965 si decise di apportare di nuovo ad una modifica alla livrea dei rotabili passando al grigio ardesia (codice colore FS 006/132): con imperiale in alluminio, carrelli e sotto cassa in nero, e marcature in bianco avorio. Uno schema semplificato che fu apportato a tutti i rotabili entro i primi anni settanta e che ha permesso di fotografare per qualche anno alcuni treni con carrozze in castano e grigio ardesia nello stesso convoglio: uno spettacolo.