PUBBLICAZIONI | E’ finalmente disponibile il Volume 2 “Atmosfera della ferrovia in Italia anni settanta”

E’ giunto nei negozi specializzati e nelle edicole e librerie, organizzate a tema ferroviario, il volume 2 della minicollana di due volumi dedicata alle “atmosfere della ferrovia in Italia negli anni settanta”. Il volume 1 è andato esaurito in breve tempo, ed era altissima l’attesa per accaparrarsi questo secondo volume, dedicato agli anni che vanno dal 1976 al 1980.

Nella storia dei trasporti del nostro Paese la seconda metà degli anni settanta ha rappresentato il taglio con il passato, dettato dalle nuove sfide con cui la ferrovia si è dovuta confrontare. Vent’anni prima l’istituzione dei servizi TEE aveva ridato smalto al trasporto ferroviario con treni comodi e veloci, eredi dei servizi di prestigio d’anteguerra, rimasti però limitati ad una clientela d’élite. È proprio negli anni settanta che questi treni mostrano i loro limiti, insidiati dalla concorrenza dell’aereo e da una rete autostradale in continua espansione.

Sono due i fattori principali che necessitano alla ferrovia per garantire competitività nei confronti degli altri mezzi di trasporto: la velocità e la democratizzazione del trasporto su rotaia, rendendo il treno accessibile ad un numero sempre maggiore di viaggiatori in lotta contro il tempo. Saranno proprio l’Alta Velocità e l’istituzione dei primi Intercity con moderne carrozze di prima e seconda classe, eredi dei servizi rapidi di lusso, che cancelleranno limiti e pregiudizi su un mezzo di trasporto che tornerà prepotentemente alla ribalta nei decenni successivi. Una svolta decisiva che oggi possiamo toccare con mano, frutto di un impegno costante di uomini che hanno creduto nel trasporto su rotaia. In questo volume assistiamo alla convivenza tra una ferrovia destinata al tramonto, fatta di mezzi con più di cinquanta anni di servizio, e l’astro nascente dell’Alta Velocità, rappresentata dai TEE Bandiera e dall’ETR 401 che effettua i suoi primi servizi regolari. Un’occasione imperdibile per rivivere l’atmosfera che si respirava in un periodo di grandi trasformazioni sociali ed economiche che coinvolgeva anche le nostre ferrovie.